Robert.B. White e Robert.M. Gilliland


 

 I meccanismi di difesa. Casa Editrice Astrolabio, Roma 1977, pp. 194, ed. or. Elements of psychopathology. The mechanisms of defense. Grune & Stratton, New York, San Francisco, London

 

Nonostante nasca da intenti didattici, il libro risulta importante non solo per gli studenti, ma anche per psichiatri, psicoanalisti, operatori sociali anche già formati, desiderosi di avvicinarsi alla comprensione del ruolo delle difese nella vita psichica.

Il discorso si muove sul terreno della teoria e della clinica psiconalitica come chiavi di lettura del pensiero e del comportamento umano, intesi come elementi di un continuum esteso dal normale al patologico. I meccanismi di difesa, che fanno parte anch’essi dell’esperienza di chiunque, sano o malato che sia, vengono qui presentati senza semplicismi, senza meccanicismi, senza frammentazioni riduttive del funzionamento mentale, mostrandone la capacità di agire anche come una molteplicità funzionale sottesa a una sola frazione di comportamento. Il medium teorico in cui le difese – “attività psicologiche, che scattano in modo automatico, involontario, o inconscio, mediante le quali l’essere umano tenta di escludere dalla consapevolezza degli impulsi inaccettabili, ” per definizione degli Autori- vengono qui delineate nella loro costituzione e azione, è rappresentato da una fitta ragnatela teorica e situazionale, tessuta con lo scopo di comprendere l’umano nelle sue varie declinazioni nel pensiero, nel comportamento, nel vissuto, nelle relazioni. Essa include i vari punti di vista della psicoanalisi, dal genetico all’adattivo; le diverse fasi evolutive da essa definite fra l’età infantile e quella adulta; la psicologia dell’Io; gli studi sulla personalità, sulla famiglia e la società e altro ancora. L’esposizione è chiara, inizialmente più semplice, poi via via più articolata e supportata da esempi clinici più complessi. Una speciale attenzione è dedicata alla comprensione dei meccanismi di difesa nell’intersezione con processi e concetti come l’identificazione, la sublimazione e la compensazione, nel loro proporsi non solo come strumenti di crescita emotiva, ma anche come strumenti di difesa, o come matrice del loro farsi. Da questo incremento di conoscenza deriva una professionalità più ricca e consapevole del ruolo delle difese nel creare difficoltà diagnostiche e nella costituzione dell’alleanza terapeutica; un operare più sereno, più libero dal timore, dei terapeuti, e un importante contributo alla sottrazione della malattia mentale all’area della incomunicabilità e della incomprensibilità. Nell’ultimo capitolo, sulla formazione del sintomo come formazione di compromesso, è la sintesi, e quindi la visualizzazione dell’interazione fra pulsioni, difese, angoscia, struttura della personalità, conflitti inconsci irrisolti, regressione e livello di funzionamento dell’Io, situazione attuale ed esperienze del passato, principio di determinazione multipla, temperamento innato, carattere, scelta delle difese.                                                    (scheda curata da Pietro Pascarelli)

 

Indice semplificato (solo i titoli dei capitoli, senza i relativi paragrafi)

 

  • Premessa. Prefazione
  • 1. Concetti fondamentali
  • 2. I meccanismi di difesa
  • 3. Identificazione, sublimazione e compensazione: processi mentali utilizzati a volte come difese
  • 4. L’uso dei meccanismi di difesa nel comportamento normale
  • 5. I meccanismi di difesa caratteristici delle principali sindromi cliniche
  • 6. La formazione del sintomo